TEST SIEROLOGICO QUANTITATIVO E QUALITATIVO Immunofluorescenza

I test sierologici per la determinazione degli anticorpi IgG e IgM contribuiscono a completare il quadro clinico-diagnostico e soprattutto a valutare l’aspetto epidemiologico.

Possono rivelarsi utili in indagini di popolazione per individuare la diffusione dell’infezione ed eventualmente un riconoscimento precoce in combinazione con la diagnostica molecolare.

I test sierologici possono essere di due tipologie: qualitativi e quantitativi.

I test sierologici qualitativi o test rapidi rappresentano il sistema più economico e manuale. Vengono eseguiti su sangue capillare venoso (ottenuto attraverso una semplice puntura del dito) ma possono essere eseguiti anche su siero o plasma ottenuto attraverso un prelievo venoso.

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Una semplice misurazione con sangue capillare che ti consente di conoscere esattamente la tua situazione anticorpale.
Ideale prima di sottoporsi al vaccino o dopo per monitorare l’andamente degli anticorpi.
Ovviamente, svela anche positività o negatività al Sars-Cov-2 tramite misurazione IgG e IgM.

L’utilizzo della precisa tecnologia ad immunofluorescenza consente in modo rapido di quantificare la presenza di anticorpi IgG e igM combinati per l’antigene S1 RBD e di evidenziare anticorpi potenzialmente neutralizzanti.

RAPIDO
* 10 MIN PER IL TEST
AFFIDABILE
* PPA 94,68% – NPA 98,24%

AFFIDABILITA’. In particolare il test ha mostrato la straordinaria capacità di assegnare valori molto precisi di presenza di entrambi gli anticorpi IgM e IgG, determinando pertanto in modo altrettanto preciso la fase in cui si trova il paziente.
Questa tipologia di test innovativo, perciò, consente anche di determinare l’avvenuto contatto con il virus SARS-CoV-2 anche in soggetti asintomatici o paucisintomatici con sintomi aspecifici.

COSA DICE IL RISULTATO DEL TEST SIEROLOGICO QUANTITATIVO?

Che differenza c'è tra IgG e IgM?

Le IgM sono i primi anticorpi a essere prodotti in seguito al contatto con un agente estraneo. Se ne trovano tracce nel sangue dopo 5-10 giorni e la loro produzione aumenta rapidamente per alcune settimane, per poi calare e interrompersi quando subentrano le IgG (le IgM possono essere rilevate nel sangue anche a distanza di 3-4 mesi).

La produzione di IgG aumenta generalmente dopo qualche settimana dall’infezione e diminuisce gradualmente fino a stabilizzarsi. Le IgG aiutano a sviluppare una risposta immunitaria secondaria, che si verifica nelle esposizioni successive a uno stesso antigene. Rappresentano infatti la “memoria” del sistema immunitario, che in questo modo si ricorda di microrganismi con cui è già entrato in contatto ed è pronto a intervenire in caso di una successiva infezione.

Quando sono positivo o negativo al Covid?

IgM e IgG negativi: non c’è stata infezione o l’esposizione al patogeno è avvenuta da troppo poco tempo e non è stata ancora sviluppata una reazione immunitaria rilevabile, oppure il livello di anticorpi prodotti è troppo basso per essere rilevato dal test;
solo IgM positive: l’esposizione all’antigene è molto recente.
IgM e IgG positivi: l’infezione è in corso ed è stata contratta da poco tempo;
solo IgG positive: l’infezione c’è stata ma non è recente. Non sempre è possibile stabilire se il soggetto che si è sottoposto al test è protetto da una successiva infezione e per quanto tempo.

In conclusione:

Un risultato negativo al test indica che una persona non è stata infettata oppure è stata infettata molto recentemente (meno di 8-10 giorni prima) e non ha ancora sviluppato la risposta anticorpale al virus, oppure è stata infettata ma il titolo di anticorpi che ha sviluppato è, al momento dell’esecuzione del test, al di sotto del livello di rilevazione del test stesso.

Un risultato positivo indica che la persona è stata infettata ma non indica necessariamente se gli anticorpi sono neutralizzanti, se quindi è protetta e per quanto tempo, e se la persona è guarita oppure ancora contagiosa. È pertanto necessario eseguire il test molecolare da tampone naso-faringeo per ricerca del RNA virale per escludere o confermare la possibile condizione di contagiosità del soggetto.

Se eseguo questo test dopo il vaccino cosa scopro?

Per verificare e monitorare l’eventuale risposta al vaccino, il dosaggio anticorpale dovrebbe essere effettuato dopo almeno 10 giorni dalla somministrazione della seconda dose del vaccino. Potremmo avere due risultati:

Risultato negativo: negativo per gli anticorpi anti-SARS-CoV-2 RBD Spike; il soggetto non ha prodotto una risposta immunitaria;

Risultato positivo : positivo per gli anticorpi anti-SARS-CoV-2 RBD Spike; nel soggetto si è determinata una risposta immunitaria. La risposta può essere conseguenza di una precedente infezione (normalmente sono presenti anche gli anticorpi anti-N) oppure conseguenza di vaccinazione (in questo caso gli anticorpi anti-N sono assenti). Il titolo anticorpale e la sua durata nel tempo sono oggetto di studio. Alla luce delle attuali conoscenze il soggetto vaccinato dovrebbe presentare un condizione di protezione immunitaria da verificare nel tempo. Eventuali successivi controlli nel tempo potranno evidenziare, tramite il raffronto della titolazione anticorpale, la persistenza dello stato immunitario.

I valori del test

IgG

< 15.0 RU/ml NEGATIVO

> 30.0 RU/ml POSITIVO

IgM

< 3.4 RU/ml NEGATIVO

3.4 RU/ml POSITIVO

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